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La voce di Maria Callas protagonista a Roma

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Callas e Roma – Una voce in mostraallestita fino al 21 gennaio allo Spazio Eventi Tirso, per omaggiare “la Divina” a 40 anni dalla scomparsa

Una mostra multimediale nel cuore di Roma, che illustra e rappresenta la donna Maria Callas, attraverso i preziosi contributi sonori che sono stati sapientemente scelti per evincere l’essenza di una artista, troppo spesso ricordata, ultimamente, dalla cronaca rosa o vicende per riviste patinate, piuttosto che per la sua grande attività artistica e la  grande rivoluzione che apportò, come donna, nel dialogo fra le arti e nel rapporto con il pubblico e con se stessa.

La sua voce attraverso una selezione di registrazioni storiche, alcune delle quali recentemente scoperte, accompagnerà i visitatori in un viaggio musicale lungo dieci anni (1948-1958) che ripercorrerà la vita professionale e personale della Callas in seno alla città eterna. «Un periodo spesso messo in ombra rispetto all’attività milanese (la Traviata del 1955 rappresenta il suo apice)»,  afferma Marco Stacca, uno dei curatori insieme a Vincenza Busseti, Olga Jesurum e Gianluca Rossi, «ma a Roma la Callas ha lasciato il segno con gli spettacolari Parsifal al Teatro dell’Opera nel 1949 o con Il Turco in Italia di Rossini. Per una volta lasciamo da parte l’aspetto divistico per celebrare semplicemente la cantante». Lungo il percorso si possono riconoscere i mutamenti della sua vocalità, una voce senza limiti che come descriveva Leonard Bernstein «era pura elettricità». Il suo irrompere nel mondo dell’opera fu come un fulmine a ciel sereno che sconvolse il panorama dell’epoca rompendo ogni convenzione.

Maria Callas

Sei ambienti illustrano la sua evoluzione e sarà lei stessa a raccontare le sue fragilità e i suoi successi passando dall’immediato dopoguerra alla Dolce vita, dalla prima esibizione romana nel 1948 alle Terme di Caracalla nel ruolo di Turandot, alla scandalosa Norma di Bellini del 1958 al Teatro dell’Opera dove si rifiutò di ritornare in scena dopo il primo atto per un malore. Alla prima era presente il Presidente della Repubblica Gronchi che andò su tutte le furie e non fece passare in cavalleria l’accaduto. Con lui anche i romani in sala che riempirono il teatro di fischi. A seguire ci fu infatti un processo che si concluse nel 1973 con l’assoluzione della cantante (sono esposti gli atti).

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Maria Callas all’edicola (1957)

E c’è molto altro nella mostra curata da musicaPERformare, con l’aiuto di Giovanna Lomazzi, amica intima, assistente personale e memoria storica della Callas: immagini di archivio, testimonianze visive e sonore, oggetti, manifesti, missive, come quella che la Callas scrisse a Luchino Visconti, bozzetti originali di alcune rappresentazioni, costumi di scena come quello che la cantante greca indossò per la Norma di quel fatidico 8 gennaio 1958 o l’abito indossato nella Medea (1969) di Pier Paolo Pasolini(una sala dello spazio è dedicata anche al cinema), insieme ai gioielli di scena. Fu proprio Pasolini a riportarla a Roma dopo 11 anni dallo scandalo al Teatro dell’Opera.

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Pier Paolo Pasolini all’aereoporto con Maria Callas (1970)

Callas e Roma – Una voce in mostra, a cura di musicaPERformare con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Un viaggio musicale nella vita artistica e personale del soprano che accende i riflettori sul suo rapporto con la Capitale. Durante il percorso, sarà proprio la voce di Maria Callas ad accompagnare i visitatori, che, dal 12 dicembre al 21 gennaio 2018 allo Spazio Eventi Tirso, potranno ripercorrere il decennio 1948-1958. Decennio che lega la Divina alla città eterna.

La mostra – Dagli esordi a Roma nel dopoguerra alla stagione della Dolce Vita e della Hollywood sul Tevere, per arrivare allo scandalo della Norma al Teatro dell’Opera (gennaio 1958), che comportò il suo allontanamento dal teatro. Ripercorrendo le tappe del rapporto tra Maria Callas e Roma, la mostra ridà vita alla figura dell’artista. Fil rouge del percorso la voce della Divina.

Il progetto – Il progetto nasce dall’incontro tra musicaPERformare e Giovanna Lomazzi, amica intima, assistente personale e memoria storica della Callas. L’originalità della mostra sta nell’uso delle registrazioni sonore come oggetto espositivo. Non mancano, inoltre, bozzetti, costumi di scena, immagini di archivio e testimonianze visive e sonore. È la stessa Divina, dunque, a raccontare se stessa.

I partner della mostra – L’iniziativa, ideata e prodotta da musicaPERformare con la collaborazione di Q Academy e sostenuta come progetto speciale dal MIBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), si avvale della sinergia con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, l’Istituto centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, il Centro Sperimentale di Cinematografia, la Soprintendenza Archivistica e bibliografica del Lazio e ha ottenuto il patrocinio del MiBACT, dell’Ambasciata di Grecia a Roma, dell’Ambasciata Americana e del Comune di Zevio. Inoltre, tra i partner figurano anche l’Accademia Maria Callas di Zevio, l’Archivio fotografico Riccardi, l’Istituto Cinecittà Luce e RAI Radio 3.

Callas e Roma. Una Voce in Mostra
12 dicembre 2017 – 21 gennaio 2018
10-19 dalla domenica al giovedì, venerdì e sabato fino alle 20

La mostra Callas a Roma è divisa in sei sezioni: la prima introduce il visitatore all’arrivo a Roma di Maria Kalogeropoulos, meglio nota come Maria Callas nel 1948, il matrimonio con Giovanni Battista Meneghini nel 1949, i suoi esordi nella Capitale: la Turandot alle Terme di Caracalla e Fiorilla in Turco in Italia.

Di lì a poco il suo talento sarebbe esploso e a questo è dedicata la terza sezione della mostra: il passaggio da cantante lirica a diva, dal 1951 al 1955 che coincide anche con un cambio nella figura della cantante lirica: perse moltissimi chili e la sua struttura divenne molto più esile, il visitatore potrà anche leggere la dieta che seguì la divina.

La quarta parte della mostra è dedicato allo scandalo della Norma: il 2 gennaio 1958 Maria Callas (a lei è stato dedicato un documentario in programma all’ultima Festa del Cinema) abbandona la “prima evento” della Norma di Bellini al termine del primo atto “perché non riusciva a rendere giustizia a Norma, al personaggio”, come ha sottolineato uno dei curatori della mostra Callas a Roma. Articoli dell’epoca, interpellanze parlamentari tutto parlava della débâcle della diva al Teatro dell’Opera. Tanto che la Callas si sentì tradita da Roma e l’abbandonò.

L’ultima sezione della mostra è dedicata al rapporto che lega Maria Callas al cinema: non solo come star di Medea, ma anche come “voce” di moltissimi film e colonne sonore.