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Gasolio – il saggio coraggioso di Fabio Furnari

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IL PREZZO DELLE VERITA’

Il cantautore ed editore Fabio Furnari esce allo scoperto con un libro coraggioso che tenta di smascherare storie della nostra Italia, e più in generale del nostro vivere, spesso lontane dalla verità intesa come scomoda o in alcuni casi insabbiata a regola d’arte. Nasce così GASOLIO, radicato nella scacchiera temporale degli anni ’70 e ’80, fino ai giorni nostri. Dalla morte di Pasolini al caso Moro, Orlandi, Calvi, Gheddafi. E poi ancora verità su governatori dell’economia e della finanza. Equilibri e scenari che scoprono i nervi cerebrali di un mondo pensato dai potenti, ad uso e consumo degli stessi.

GASOLIO si presenta con una copertina bianca e una immagine simbolica forte: un barile rovesciato da cui fuoriesce un liquido, del sangue;  si vedono chiare delle impronte che probabilmente richiamano ai protagonisti di questo libro, macchiati da verità sconcertanti… e in fondo al barile si scorge un volto … ci piace immaginare che sia quello mitologico di Medusa. A volte la realtà, se la guardi negli occhi, pietrifica.

Il libro per titolo e per una certa linea editoriale, fa “rima” con PETROLIO, il libro incompiuto di Pier Paolo Pasolini (personaggio architrave per Fabio Furnari), che si lega a quegli enigmi forzati che a loro volta sono codici da decifrare per arrivare alla verità.

Ecco che PETROLIO di Pasolini, diviene protagonista e prova di certe abitudini italiane nel depistare o mortificare storie e persone, di una società in crisi. Pasolini nutriva un sentito amore nei confronti del suo Paese e soffriva tremendamente per ciò che non poteva fare a meno di notare. Da qui la furia della sua ultima produzione letteraria, che si divide tra gli articoli giornalistici sul Corriere, e Petrolio. Il corsarosi lancia nella lotta per il salvataggio della società attraverso lunica, e più tagliente, arma di cui dispone: la scrittura.

In Gasolio coraggiosamente si ritrova il medesimo ardire pasoliniano, l’amore profuso che Fabio nutre e conserva per l’Italia, per le sue origini: la Sicilia, per le sue tradizioni e i suoi valori, sono il segno tangibile della bontà di questo scritto. Non è un caso che, nella seconda parte dell’opera, il saggio trasformi la sua genetica dal generale al particolare, in cui Fabio Furnari riconsideri la sua famiglia siciliana, in particolare il padre, fonte inesauribile di vicende emotive determinanti per la crescita esperenziale di Fabio Furnari, al punto tale che, in questo libro, vengono riportate tracce del memoriale del padre stesso.

Un libro di denuncia, ma soprattutto una riflessiva e sequenziale opera di disvelamento.

Maurizio Prestifilippo in prefazione scrive: “Ecco l’incrocio tra la prima e la seconda parte del lavoro di Fabio Furnari. Un affresco a tinte forti dei misteri che avvolgono l’Italia degli anni Settanta e che si protraggono fino ai giorni nostri, con uno sguardo profondo alla catena dei grandi decisori internazionali e delle sue caratteristiche funzionali: deviazioni organizzate da massoneria, finanza internazionale, governi, interessi del grande capitale. E così Fabio Furnari riflette e documenta come il poter sovrano finisca col condizionare le piccole esistenze, accordi o neghi la percorribilità di itinerari industriali, finanziari e sociali. Il figlio prende per mano il padre, a quarant’anni dalla sua morte precoce e lo guida verso una ipotesi di riscatto, negando a se stesso il piacere della vendetta nei confronti di chi fu Caino e spersonalizzando i fatti che condussero alla chiusura di uno stabilimento industriale  (il padre di Fabio Furnari era a capo di una importante impresa vinicola: Furnari ndr) e dell’esistenza del suo creatore”.

Elio Crifò sottolinea in una nota: “Con le stragi di Capaci e di Via D’Amelio è stato assassinato l’ultimo brandello della classe dirigenziale e intellettuale sinceramente democratica e antimafiosa, il resto è inganno!”.

Un libro scomodo che ci dà una visione d’insieme nella schizofrenia di una realtà parcellizzata e partigiana degli eventi.

Questo senso di “crisi” e di “squilibrio” ben si lega al lavoro discografico OGGI NIENTE PASTO firmato da Fabio Furnari.

Attraverso questo saggio, l’occhio dell’osservatore si sposta su altri punti cardinali… ai lettori l’ardua sentenza.

Fabio Furnari

Dichiara lo stesso autore: “Ho deciso. Questo libro si chiamerà GASOLIO, perché deve essere la prosecuzione di un lavoro fatto da Pasolini, per rendergli omaggio, ma non solo, perché il mio Gasolio racconta un microcosmo, una parte della mia vita, di mio padre, della mia famiglia. Gasolio perché è il sottoprodotto del petrolio, perché è ciò che si trae da una materia prima grezza, ma che, per quanto raffinata, è ancora in uno stadio intermedio, una via di mezzo; deve, appunto, ancora raffinarsi. Ma il petrolio per quanto lo si possa raffinare non sarà mai una materia “pura”. Non c’è dubbio, voglio parlare del mio microcosmo perché voglio rendere edotto il lettore della manipolazione. Ma prima di parlare della mia storia o meglio di parte della storia della mia famiglia, voglio confrontare il mio piccolo mondo con il “mondo fuori”, con ciò che condiziona e regola le nostre vite”.

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